assemblea delegati 2008
   
         
    Assemblea dei Delegati 2018    
         
   

 

 

Assemblea annuale dei delegati della Sezione 2018

NESSUNA INTENZIONE DI METTERE LO ZAINO A TERRA

Personalmente sono ottimista – vedo sempre il bicchiere mezzo pieno, è più forte di me  – ed è con questo spirito che sono uscito dalla sala in cui si era appena conclusa la nostra assemblea: ero soddisfatto, perché avevo visto un'Associazione in buona salute, che guarda al futuro e si dà delle prospettive, senza alcuna intenzione di mettere lo zaino a terra; e con questo stato d'animo non badavo più di tanto alla pioggia che mi accompagnava verso la nostra sede sezionale – piccola fin che volete, fuori mano ecc. ecc., ma nostra; e quindi in definitiva una bella conquista per noi Alpini di quota zero, che ci dà un'opportunità in più per affrontare fiduciosamente il futuro.
Certo però che  le perplessità espresse dall'amico Lucio Montagni in apertura del numero 1/2018 del nostro giornale sono del tutto condivisibili: un po' di dibattito in più non sarebbe guastato –  tenendo conto poi che ci si può confrontare non soltanto in assemblea, ma anche su queste pagine – e sarebbe proprio il caso che gli Alpini si decidessero una buona volta a raccogliere l'invito ad esprimere le loro opinioni, soprattutto quando vengono sollecitati su problemi di interesse generale; anche perché sono convinto che tutti noi abbiamo qualcosa da dire sulla sospensione della leva, ad esempio, o sulla riforma del “terzo settore”, ma magari ne parliamo solo con gli amici  e poi in assemblea “facciamo i timidi” o evitiamo “la  fatica” di intervenire mandando due righe al nostro giornale …
Dicevo di un'Associazione in buona salute: intanto i numeri – siamo sempre 663 Alpini, come lo scorso anno – e come ha sottolineato Lino Rizzi, il nostro Consigliere Nazionale di riferimento, già questo di per sé è un buon segno: nel corso dell'anno ci sono stati inevitabilmente degli Alpini che sono “andati avanti”, ma questo vuol dire che si sono registrate anche nuove iscrizioni, probabilmente si sono recuperati Alpini da tempo “dormienti”; e questo è stato possibile grazie all'attività dei Gruppi, che si dispiega lungo tutto l'arco dell'anno. Le “penne nere” si sono fatte vedere di frequente, nelle piazze dei comuni della provincia e nei campi di Venezia, a supporto di iniziative promosse da varie associazioni di volontariato, e questo può essere certamente un motivo di richiamo per quelli  che il cappello in testa se lo mettono una volta l'anno, per venire all'adunata. Basta dare un'occhiata a questo numero di Quota Zero per rendersi conto di quanto sono articolate le iniziative messe in atto dai Gruppi, alle quali sono da aggiungere quelle del GSA e della Protezione Civile, la Festa della Famiglia, gli interventi a Campo Solagna, il presidio al Sacrario di Cima Grappa: un complesso di attività, in definitiva, che fa degli Alpini una presenza assolutamente significativa nelle nostre realtà, tanto da farmi dire – sono troppo ottimista? - che le preoccupazioni riguardo al futuro espresse dal Presidente nella relazione morale dello scorso anno sono in via di superamento.
Certo la riforma del “terzo settore” è ancora di là da venire, e proprio per questo dobbiamo far sentire la nostra voce e cercare, per quanto è nelle nostre possibilità, di sensibilizzare l'opinione pubblica su questo tema. A questo proposito, sollecitata da un intervento dell'Alpino Fabio Burigana, l'assemblea ha affidato al Consiglio Sezionale il compito di formulare una proposta per l'istituzione di un volontariato obbligatorio, da inoltrare al Consiglio Nazionale; ma si può fare anche qualcosa di più, secondo me, se rispondiamo con decisione alle sollecitazioni che il Presidente ci aveva lanciato già nella relazione morale dello scorso anno: “... costruire un movimento culturale, d'opinione che semini riflessioni sull'argomento … mostre, spettacoli che parlino della esperienza del servizio militare obbligatorio, fatte con la stessa energia e passione con la quale abbiamo fatto e faremo cose per il centenario della Grande Guerra… finché non avremo una consistente fetta della opinione pubblica dalla nostra parte, un necessario e formidabile supporto alle iniziative che il nostro Presidente Nazionale sta portando avanti con i Ministeri competenti ...”. Possiamo fare qualcosa di più in questa direzione? Secondo la mia opinione sì. Nella relazione morale di quest'anno il Presidente ci ha ricordato che il Consiglio di Sezione, nella riunione del dicembre 2017, ha chiesto a tutti i gruppi di indicare il nome di un loro rappresentante da inserire in un gruppo di lavoro del Centro Studi sezionale; ed è una richiesta da non disattendere, a mio parere. Se ci decidiamo a costituire un gruppo del genere è possibile fare molto, sotto questo aspetto, e senza affrontare impegni particolarmente gravosi: internet, skype, what's app e diavolerie del genere bastano e avanzano per tenere i contatti e avviare una collaborazione costruttiva, senza dover per forza di cose  spostarsi per venire in sezione a Venezia; e il risultato può essere l'avvio di iniziative con amministrazioni comunali, organi d'informazione locali e scuole (ma attenzione, con gli istituti scolastici siamo quasi in “zona Cesarini”; per programmare qualcosa con loro per il prossimo anno scolastico dovremmo muoverci entro la metà di giugno). Diamoci da fare allora, tenendo presente che diverso marteriale è già pronto, qui a livello sezionale; e penso che ce ne sia molto anche a livello di gruppi, magari senza che il gruppo vicino lo sappia. Cosa che apre un'altra questione: dobbiamo abituarci a comunicare di più, a usare gli strumenti che abbiamo a disposizione in modo da far girare velocemente le informazioni.
Consentitemi un'ultima notazione, anche se non del tutto pertimente con il tema dell'assemblea 2018: ho accompagnato il Presidente al giuramento dei VFP1 del 3° blocco, 2° bando 2017, che si è tenuto all'85° RAV Verona: cerimonia impeccabile e toccante, soprattutto quando, prima del rompete le righe, sono stati elencati i nomi – ed erano davvero tanti – dei nostri caduti nelle missioni all'estero. Nomi che forse avevamo scorso sui giornali, senza farvi una particolare attenzione; ma vi assicuro che sentirli scorrere uno dopo l'altro, in un lungo elenco, ha fatto – a me, ma credo a tutti i presenti –  una certa impressione. Il Presidente portava la tessera a due reclute, che hanno deciso di proseguire la loro esperienza negli Alpini; due ragazzi che mi hanno fatto un'ottima impressione – abbiamo faticato a spiegarloro che non dovevano mettersi sull'attenti davanti a noi e che dovevamo darci del tu – e che spero potremo ritrovare a Trento. “Solo due nuovi soci? – potrebbe obbiettare qualcuno – Ma quelli che hanno giurato erano molti di più”. Verissimo, rispondo io con il mio bicchiere mezzo pieno in mano; ma è un inizio, e un buon inizio. E sono  convinto che se ci diamo da fare i numeri del prossimo anno saranno ancora migliori; in fondo per mettere lo zaino a terra c'è sempre tempo.

Alp. Vittorio Casagrande

 

 

   

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